mercoledì, 18 giugno 2008

Le nostre valigie logore stavano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevamo altro e più lungo cammino da percorrere ma non importa, la strada è vita...

Dobbiamo andare e non fermarci mai finché non arriviamo.
– Per andare dove, amico?
– Non lo so, ma dobbiamo andare.

(Jack Kerouac - Sulla Strada)

 

La strada è metafora, ma è anche tremendamente e meravigliosamente reale..road

Pensare al da farsi, prevedere, immaginare o stabilire una meta, organizzare, prepararsi, fare e disfare armi e bagagli. Andare via, con un progetto nella testa, nel frattempo fare anche i bagagli dell'anima. Salutare di nuovo persone vicine, in modo sempre meno definitivo : ci sarà un'altra partenza....   Viaggiare all'improvviso, viaggiare per necessità, viaggiare col broncio, viaggiare di speranza, viaggiare per fuggire, per trovare, per ricordare, viaggiare per amore, per noia  

Se in macchina, amo tirar fuori il braccio e farlo ondeggiare nel mare d'aria in movimento. Se di notte, amo coccolarmi alla luce della luna. In treno mi piace leggere e a volte anche fare incontri, di quegli incontri che spesso speri non capitino.. "Ah, beato lei che è giovane e può viaggiare..vedrà che presto troverà la sua fortuna? Dove va? Vedrà che lì si troverà anche una brava ragazza" (...). E mi piace a volte rispondere inventando storie assurde sulla mia vita, che tanto durano quei pochi minuti in movimento. Quando i viaggi sono insopportabili, adoro però anche fare attenzione ai chilometri macinati, guardare le lancette che si spostano..10°,15° per accompagnare l'impazienza ; contare fermate, regioni,cercare di dormire, aspettare che arrivi il momento di tirar giù i bagagli. E sarà forse bello fare colazione in bar diversi ogni volta, per poi pensare  a come approfittare della giornata.

road againOrmai viaggiare, le "strade", fanno parte integrante della mia vita, da un pò di tempo. Quanto durerà la prossima volta? Quante ore in treno, pulmann o macchina ancora? E quanto questa prassi svaluterà la fibrillazione da viaggio?

Ci saranno altre partenze, ma temo che col tempo perderò anche solo il ricordo dell'emozione di quella sera che partii coi miei in vacanza e in macchina, alla luce della luna piena, ascoltai per la prima volta "Hit the road, Jack" di Ray Charles..

postato da: NightTripper alle ore 20:56 | Permalink | commenti (8)
categoria:vita, on the road
domenica, 08 giugno 2008

Gli artisti si guadagnano il privilegio, in vita, di avere l'eternità anche in terra.  Al confine di questo secolo molti grandi, già eteranti con i loro lavori meravigliosi, ci hanno lasciato. A non tutti sarebbe piaciuta una commemorazione. Probabilmente non piacerebbe neanche a Dino Risi. O forse sì, e ridacchia da qualche parte, ora, a sentir parlare l'ennesima volta della sua vita, dei suoi film magistrali, con l'ironia sarcastica che lo ha reso grande.

 

Dino RisiLa mia però, non vuol essere una commemorazione, ma un atto d'amore sincero, un ringraziamento nei confronti di un benefattore di questo paese. Un Italiano che conosceva gli italiani e che ha avuto il coraggio e la forza di sbeffeggiarli per "redimerli", soprattutto in momenti non sospetti, in periodi storici in cui solo il coraggio di Dino Risi poteva generare opere come "La marcia su Roma", "Una vita Difficile", "Il sorpasso", "I mostri" e tutti gli altri...

 

91 anni e mi vien da dire, come fosse uno di famiglia : troppo presto. Non saperlo più in giro crea un senso di smarrimento, nonostante il patrimonio che ci lascia. Eh sì perchè le prime grandi fascinazioni e innamoramenti per il cinema italiano credo di averle avute grazie ai film di Dino Risi, grazie a "Il vedovo" , “Il segno di venere”, "Operazione San Gennaro".. e, in cima alla lista  "Il soprasso", di sicuro tra i miei cinque, forse tre film preferiti di sempre. Un film sospeso nel tempo, energico, sferzante, crudele, irresistibile, magnifico!

Quand’ero piccolo guardavo i suoi film con i miei genitori, con occhi sgranati, affascinato nel sentire i ricordi di quando, negli anni 60, la gente rideva a denti stretti in sala e godeva nel vedere rappresentate finalmente certe provocazioni contro malcostumi e vizi che erano rimasti assopiti per anni, forse decenni. E rimpiangevo di non aver vissuto quell’epoca irripetibile, e ridevo, mi emozionavo con dei grandissimi Gassman (il suo alter ego), Sordi, Manfredi, seguendo un cinema irriverente, sovversivo, neorealista ma comico, crudele ma tenerissimo, fatto di narrazioni semplici ma gigantesce, eterne.

 

Mario Monicelli oggi ha commentato la scomparsa del suo amato  compagno e collega di eroismi cinematografici, dicendo : “Dino era un medico. Usava l’ironia come un bisturi, per incidere a fondo nella società italiana…”

Bhè, voglio fare un po’ mia la lezione di ironia e sarcasmo del Maestro….

Oggi Dino Risi ha lasciato il set terreno. Ma, prima o poi, tutti dovete morire..

postato da: NightTripper alle ore 20:19 | Permalink | commenti (11)
categoria:vita, serietĂ , at the movies
venerdì, 30 maggio 2008

Forte delle ripetizioni intensive consigliatemi dalla mia personale tutor in Sorrentino (nonché docente in Wes Anderson), ieri mi sono fiondato a vedere “Il divo”..

Che il cielo mi fulmini se mi arrischio in qualche forma di spoiling..Ma come si può parlare di un lavoro di Sorrentino senza omaggiare il suo occhio per i particolari, senza ricordare  quelle immagini così incisive, simboliche, semplicemente geniali?...

 

E allora diciamo solo che “Il divo” non è una ricostruzione storica che ci si aspetterebbe, visti i precedenti del cinema italiano. E’ però un film che ti aspetteresti da Sorrentino, ma ciononostante ti lascia comunque sgomento per la sua forza immaginifica. Qui non si racconta semplicemente una figura storico-politica del nostro paese contemporaneo, ma l’ immaginario nero che abbiamo covato durante questi anni : quello che forse tutti avevamo nascosto in qualche angolo interpretatativo della nostra mente, nel film di Sorrentino prende forma, raggiunge una concretezza che può far spavento come guardare nell’abisso.

L’incubo di una società non è solo nel ricordo dei delitti, le stragi, l’assassinio di Moro ricorrente, ma del sentirsi vittime e partecipi del torbido che c’è (forse) dietro, e la sequela di luci e ombre (più ombre per la verità) che si intravedono ne “Il divo”, fin nei più piccoli angoli di fotogramma,  scatenano sentimenti di curiosità storica e di profonda angoscia, come per una ferita riaperta.

 

Nomi celebri, ridondanti in questi ultimi quindici anni, compaiono ad uno ad uno come vecchi “amici di famiglia” (..) con gli strepitosi ritratti di attori bravissimi che ne danno una versione visionaria, in sincrono con una regia e fotografia meravigliosamente surreale e “crudele”.

Stupenda soundtrack e colonna sonora, al solito di Sorrentino.

E devo proprio spendere inutili parole su Servillo ?....

 

 

 

Peccato solo che davanti a me c’era una simpatica comitivella di anzianotti che commentava i capolavori del momento  : “Speriamo non sia come Gomorra : mio figlio si è alzato e se n’è andato al primo tempo! Eccerto, quando hai fatto vedere l’immondizia, la droga..sono sempre gli stessi fatti, no?”

………………

postato da: NightTripper alle ore 13:19 | Permalink | commenti (11)
categoria:politica, vita, at the movies
lunedì, 05 maggio 2008

-18... indiana

Ecco, bravo rilassati adesso!...

Io aspetto pure (lustro più, lustro meno..). Ma ho comprato una frusta : se mi rovini un solo fotogramma degli anni '80, faccio a pezzi lo schermo!!

p.s. parlo da solo con un feticcio e voglio entrare nello schermo come fosse "rosa purpurea".. avrò bisogno d'aiuto?

postato da: NightTripper alle ore 11:55 | Permalink | commenti (12)
categoria:vita, scemenze, serietĂ , at the movies
venerdì, 02 maggio 2008

Alemanno, saluti romani alla festa in campidoglio

saluti romani

Eppure...

biff

"Eppure mi ricorda qualcosa, tutto questo...."

postato da: NightTripper alle ore 08:31 | Permalink | commenti (1)
categoria:politica, vita, serietĂ , biff
venerdì, 25 aprile 2008

Avrei voluto scrivere qualcosa solo per raccontare le emozioni e i particolari di una giornata sacra vissuta in una delle sue città simbolo..

Ma quando, di nuovo,  rappresentanti di una destra polemica nei confronti della storia, che si accinge a governare il paese, non perdono occasione per  tentare folli revisionismi, urge ricordare, di nuovo, il significato e l’importanza del 25 Aprile.

Il probabile ministro della difesa, Ignazio Larussa, dice “basta alla retotica della liberazione”. E non parteciperà a nessuna manifestazione. Buontempo, detto “er pecora”, cerca un modo rozzamente diplomatico per negare la festa di liberazione dicendo che “ci vuole una data per celebrare la pacificazione nazionale” (come a dire che ne serve un’altra, non il 25 Aprile). Gianfranco Fini se la scampa dicendo che dovrà essere ad una manifestazione per Salvo D’acquisto al fianco del candidato sindaco di Roma, Alemanno (che in realtà è venuto meno ad una sua prima promessa di partecipazione alle celebrazioni) E via via tutti, Bossi, calderoli, Letizia Moratti, sindaco di un’altra città chiave della resistenza, è fuori per godersi in santa pace il ponte.

Fino ad arrivare all’uomo che, da passato presidente del consiglio, non ha mai partecipato ad una sola giornata della Liberazione. Oggi, forse, vuole passare per uomo di stato, e si svincola dicendo che deve cominciare già a lavorare per il popolo, che vuole una nuova liberazione. Lui lavora, mica come noi che perdiamo tempo con inutili omaggi alla Storia del nostro paese

 

Che dire? Nulla, perché grazie al cielo c’è il nostro Presidente della Repubblica che ci pensa.

 Proprio a Genova (dove sono adesso), Giorgio Napolitano questo pomeriggio in una piazza stracolma ed emozionata ha ribadito che , sì ci vuole un analisi ponderata degli eventi storici ma che "non significhi in alcun modo confondere le due parti in lotta, appiattirle sotto un comune giudizio di condanna e assoluzione".

E questo, aggiunge, "vale anche per i fenomeni di violenza che caratterizzarono in tutto il suo corso la guerra antipartigiana, e da cui non fu indenne la Resistenza, specie alla vigilia e all'indomani della Liberazione. Perché, afferma, la Resistenza fu anche guerra civile".

Straordinaria prova di riscatto civile e patriottico. Tale fu la Resistenza, sottolinea Napolitano, e quindi non può appartenere solo a una parte della nazione. Al contrario deve porsi al centro di uno sforzo volto a ricomporre in spirito di verità la storia della nostra Repubblica. Occorre infatti arrivare a un comune sentire storico in direzione del quale sono stati compiuti importanti passi avanti. Ad esempio, il contributo dei militari regolari che, dopo l'8 Settembre, non aderirono a Salò ma combatterono al fianco degli Alleati e dei partigiani.”

"La Resistenza vive nella Costituzione". L'eredità spirituale e morale della Resistenza, sottolinea Napolitano, "vive nella Costituzione", e in essa "possono ben riconoscersi anche quanti vissero diversamente gli anni 1943-45, quanti ne hanno una diversa memoria per esperienza personale o per giudizi acquisiti". La Carta, ha aggiunto il capo dello Stato, "costituisce in parte la base del nostro vivere comune e della nostra rinnovata identità nazionale". Quindi, ha ribadito "quanto detto dinanzi al Parlamento: nessuna delle forze politiche oggi in campo può rivendicarne in esclusiva l'eredità. E' un patrimonio che appartiene a tutti e vincola tutti".  (da repubblica.it)

 

Viva il Presidente!, verrebbe da urlare. E molti lo hanno fatto in piazza, in maniera bipartisan, insieme a saluti, strette di mano e commozione.

Ma sono proprio tutti gli italiani a pensarla così?

Temo di no.

Forse c’è ancora bisogno di ricordare pedissequamente quei giorni.

Certo, sarebbe meglio che adesso fossimo pronti ad utilizzare quei valori per affrontare nuove sfide di democrazia, libertà e solidarietà, ma a me, soprattutto oggi, mancano tantissimo i racconti dei miei nonni sfollati al nord dopo l’8 settembre che hanno convissuto con degli ebrei in una villa in un bosco, anche il giorno che quella casa fu occupata dai tedeschi. Il racconto del loro ritorno al sud, con le immagini strazianti di cadaveri sui cigli delle strade e le scene raccapriccianti di fascisti lapidati. E ancora il romanticismo del loro matrimonio sotto le bombe o la gioia di mio nonno ubriaco il 25 Aprile.

O i racconti dei miei nonni rimasti al sud, in Puglia, dove si combatteva una guerra civile non meno feroce e si faceva resistenza contro un nemico altrettanto atroce : la miseria.

Di questi racconti c’è ancora bisogno, specie adesso che sembra debba cominciare una moderna resistenza da domani contro l’assenza di memoria e il qualunquismo storico, finite le lacrime di commozione di questa giornata Sacra, una bestemmia volerla cancellare.

postato da: NightTripper alle ore 21:03 | Permalink | commenti (8)
categoria:politica, vita, la terra
lunedì, 14 aprile 2008

Non è un incubo. E' realtà.

E il nostro non è stato un sogno, ma una speranza concreta e urgente. E non è stata spezzata da un altro sogno, dall'altra parte..

Il sogno è stato interrotto da una scelta antica, che caratterizza il nostro popolo. Ha vinto l'Italia che non sa e non vuole guardare a un palmo dal naso, l'italia che cerca facili scorciatoie. Hanno scelto così gli italiani che temono di perdere le proprie briciole , che pensano a proteggere (magari coi fucili) il proprio orticello o il proprio giardinetto. Ha vinto di nuovo l'italia piccina, ignorante.

In un momento storico in cui i paesi, le culture e il mondo intero si guardano, ha vinto un italia con piccoli orizzonti.

L'italia egoista.

 

P.s. qualcuno mi vuole spiegare perchè mastella era opinionista a rai2, oggi pomeriggio?

P.p.s. in realtà conosco già la risposta

postato da: NightTripper alle ore 20:50 | Permalink | commenti (15)
categoria:politica, vita
domenica, 13 aprile 2008

Quasi quasi compro una bottiglia di spumante...

Comunque vada, credo che domani avrò voglia di ubriacarmi....

(i colori non sono casuali.... si può fare!!)

postato da: NightTripper alle ore 09:52 | Permalink | commenti (6)
categoria:politica, vita
sabato, 05 aprile 2008

Nessuno di noi voleva che succedesse, nessuno voleva vedere ancora e di nuovo facce urlanti chiacchiere, ammiccamenti verbali, rivendicazioni di catastrofi, giornalisti in orgasmo, caselle postali reali o virtuali intasate di volantini reali o virtuali.

Tutti siamo scoraggiati, delusi. Che dico: siamo tutti incazzati neri. Nessuno ne vuole parlare “tanto,a  che serve? “ “Ancora ne vuoi parlare? Povero ingenuo”

Mi ero ripromesso di non farne cenno, almeno qui. Per far finta di niente e per contribuire solo a far pensare ad altro.

Sono un po’ stufo, adesso. Prendo spunto dall’ottimo rearwindow e voglio spendere qualche parola in merito al prossimo 13/14 Aprile.

 

Come ho già scritto altre volte, ho sempre votato per scongiurare qualche pericolo (uno in particolare. Molto basso..) e per garantire almeno il meno peggio. Lo farò anche stavolta e mi sento in larga compagnia..

Però temo che questa “compagnia” sia meno numerosa di quello che serve.

 

E allora, per essere utile, come da lunga tradizione della sinistra, vorrei appellarmi solamente al senso civico di chi vuole leggere queste righe. Dopotutto la cosa peggiore che sta accadendo è la sfiducia nei confronti delle istituzioni e nei nostri diritti “sacri”, prima che nei confronti delle persone che le rappresentano (sfiducia quest’ultima peraltro giustissima e comprensibile)

Credo che rinunciare al voto (uno dei pochi diritti rimasti) potrebbe significare regalare il nostro futuro al’incognita, ancor più che votare il meno peggio..

Personalmente darò la fiducia al Partito Democratico.

Mi sembra l’unica speranza concreta, ho fiducia nelle persone che lo dirigono prima ancora che nel programma effettivamente un po’  “sfuggente”

Non voglio convincere nessuno a farlo (ma ANCHE SI!), solo non riesco più a sopportare discorsi ancora qualunquisti, superficiali, inutili, masochisti…“Lo stato che ruba” “tutto un magna magna” “tanto è lo stesso” “rossi e neri tutti uguali”..

Basta, lascio parlare il mio caro buon vecchio Michele Apicella. A metà del del filmato che segue, Michele (in versione bamboccione da "Sogni d'oro") da la risposta e lo “schiaffo” che merita chi continua a parlare così…

Nell’ auspicio che si risvegli  il senso civico e una sana passione politica  

 

postato da: NightTripper alle ore 09:20 | Permalink | commenti (5)
categoria:politica, vita, serietĂ 
mercoledì, 26 marzo 2008

Probabilmente né lui né i suoi vecchi amici gradirebbero una commemorazione funebre. Del resto  si sono inventati un modo per rimanere immortali, riuscendoci, a quanto pare..

“All things must pass” e “Lascia che sia”, cantavano  i suo vecchi compagni di scuola, George Harrison e Paul McCarteny.

Spettatore d’eccezione, forse il primo a percepire certe vibrazioni e fare sue certe canzoni. E imparare certe lezioni di seraficità…

 

Ma no, c’era anche quando i 4 combattevano per un posto al sole, per un briciolo di sana celebrità.. c’era lui dietro i loro strumenti (letteralmente), quando arrivavano le “prime pagine” importanti, le urla come gabbiani, le interviste, i premi..

 

Neil Aspinall, il roadie dei Beatles  (roadie insieme a Mal Evans) se n’è andato.

Tutto sommato si può immaginare che gli faccia piacere anche adesso godere di un po’ di fama riflessa…

 

Dispiace che sia andato via uno dei pochi testimoni d’eccezione, la vera “fly on the wall”, lo spettatore più antico, quello che avrebbe avuto da raccontare più di tutti (dai tempi dell’audizione alla Decca fino al concerto sul tetto..)

neil_aspinall      road

postato da: NightTripper alle ore 19:54 | Permalink | commenti
categoria:archeorock